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Principi e riferimenti teorici

Principi

Basata sull’impiego dei codici della comunicazione analogica non verbale, la TNVB assegna una funzione centrale alla relazione che nasce dall’impiego di questi codici. Intesa come esperienza condivisa all’interno di un processo strutturato, la relazione diventa fattore di liberazione dell’espressione, di scoperta della propria energia creativa e di nuovi canali di comunicazione, di rinnovamento, di benessere.
Nel contesto non verbale, per sua natura permeato dal processo della regressione, si manifestano i due principi fondanti del modello. Appare l’ISO che contiene la memoria di tutte le esperienze non verbali, sia trasmesse per via ereditaria sia vissute a partire dal concepimento, durante la gestazione e dopo la nascita. L’ISO caratterizza in forma unica e irripetibile ogni individuo ed è una struttura identitaria che si arricchisce e si modifica sulla base del continuo flusso di nuove esperienze e vissuti. Rispetto all’iniziale significato di Identità Sonora, il concetto è evoluto verso quello di Identità non verbale a testimoniare come nel complesso non verbale l’espressione e la percezione dell‘individuo vadano intese olisticamente, in maniera globale e multisensoriale. L’ISO presenta distinte articolazioni (iso universale, gestaltico, culturale, complementare, in interazione, familiare, gruppale, ambientale, comunitario, del divenire, transculturale) che si collegano alle diverse fasi dello sviluppo psicoaffettivo e ai differenti contesti di vita in cui le esperienze non verbali si sono verificate e si sono sedimentate nell‘individuo.
Nel non verbale emerge l’espressione e si forma la relazione. Ciò avviene attraverso i mediatori non verbali: in primo luogo il corpo, poi la voce, gli elementi naturali come l’acqua, gli strumenti creati dal terapista o dall’utente con materiali della vita quotidiana, quelli appartenenti al folklore o allo strumentario Orff. Si parla di oggetto intermediario quando un mediatore viene usato in chiave chiaramente comunicativa e permette il passaggio di energia tra due soggetti. Se la funzione svolta è diversa allora parleremo a seconda dei casi di oggetto sperimentale, difensivo, provocatorio, incorporato, incistato, catartico, totemico, transizionale, intermediario corporale, integratore. In questo quadro è significativo il valore dato al silenzio e alla pausa come oggetti capaci di mediare e strutturare la comunicazione (il modello definisce in questo senso la musicoterapia anche come l’arte di combinare il silenzio e le pause per creare la comunicazione).

 

Riferimenti teorici

Le basi teoriche del modello trovano fondamento in una prospettiva interdisciplinare che fa riferimento ai lavori di autori quali:

nel campo psicologico:

  • Freud / inconscio, energia, principio di piacere
  • Winnicott / oggetto transizionale, spazio transizionale
  • Jung / inconscio collettivo, archetipi
  • Watzlawick, Bateson / comunicazione analogica
  • Hall / prossemica
  • Lorenz / imprinting
  • Wertheimer, Köhler / processo della gestaltung
  • Anzieu / io-pelle
  • Lacan / io-altro

nel campo filosofico:

Adorno, Deleuze, Derrida, Heidegger, Montaigne, Platone, Lévinas, Spinoza, Calvino, Virilio, Todorov. 

nel campo letterario:

  • Borges / L‘Aleph
  • Hesse / Il gioco delle perle di vetro
  • Cortazar / Il gioco del mondo (Rayuela)
  • Baricco / Castelli di rabbia (l’umanofono)

nel campo della musica e dell’educazione musicale:

  • Schaeffer, Cage, Schönberg, Dalcroze, Willems, Orff, Kodaly.

nel campo della fisica quantistica:

  • Einstein, Bohr, Bohm, Hawking, Prigogine.